Il Blog di Enzo Spatuzzi

Il primo esempio di album BLOG rock scritto e non suonato

maggio 2007

" TIENTI STRETTO ALLE TUE EMOZIONI "

........quando la tua fantasia ha troppo da dire

quando il gelo della notte

incontra il sudore del giorno

e hai difficoltà a capire quel che

gli altri hanno da dire

è meglio....................

CHE TI TIENI STRETTO ALLE TUE EMOZIONI

 

 

                                                                           Lewis Allan Reed

Lou Reed ha 13 anni più di me

" SPESSO L'IMPEGNO NON BASTA "

questa epigrafe ho un giorno trovato nella sala prova di una scuola di musica, di quelle in cui vai per apprendere l'uso di uno strumento.

Tu romantico Albatro (s) non avevi bisogno di tanto impegno perchè le cose ce le avevi tutte dentro e come per l'acqua dovevi solo aprire il rubinetto e ad esse ci potevamo abbeverare un po' tutti.

Perchè parlo usando i verbi all'imperfetto indicativo?

Perchè una saracinesca mi sbarra l'accesso ai tuoi box che, come scatole cinesi, ognuna celata all'interno dell'altra conteneva sempre un dono prezioso, sempre più piccolo, ma di valore vieppiù elevato.

Se non ci stai tu on line è meglio chiudere la "poteca" (bottega) di noi tutti.

P.S. (1) l'imperfetto esprime un'azione che si svolge, si stava ancora svolgendo, nel passato, ma, occhio, è ancora viva, non è trapassato remoto.

P.S. (2)'Senza cuor né fantasia, tutto resta fetenzia.'

spatuzzi

 

" SPESSO L'IMPEGNO NON BASTA "

questa epigrafe ho un giorno trovato nella sala prova di una scuola di musica, di quelle in cui vai per apprendere l'uso di uno strumento.

Tu romantico Albatro (s) non avevi bisogno di tanto impegno perchè le cose ce le avevi tutte dentro e come per l'acqua dovevi solo aprire il rubinetto e ad esse ci potevamo abbeverare un po' tutti.

Perchè parlo usando i verbi all'imperfetto indicativo?

Perchè una saracinesca mi sbarra l'accesso ai tuoi box che, come scatole cinesi, ognuna celata all'interno dell'altra conteneva sempre un dono prezioso, sempre più piccolo, ma di valore vieppiù elevato.

Se non ci stai tu on line è meglio chiudere la "poteca" (bottega) di noi tutti.

P.S. l'imperfetto esprime un'azione che si svolge, si stava ancora svolgendo, nel passato, ma, occhio, è ancora viva, non è trapassato remoto.

spatuzzi

" VACCHE NERE (non magre) ANCHE DI GIORNO "

Intanto comincio anch'io dalla citazione da Pinocchio, che a te è venuta in mente ieri:
«Geppetto, che di tutto quel discorso arruffato aveva capito una cosa sola, cioè che il burattino sentiva morirsi dalla gran fame...».
Non io.
Non fame di affetto, nè di parole (semmai con esse ci gioco), nè di comunicazione (semmai con essa ci lavoro),  nè di vicinanze (semmai, talvolta, di sane distanze), mai di gratitudine;
Anch'io non ho mai scritto su un blog se non negli ultimi tre mesi per "ordine" del mio gran webmaster, Nicola Gianmarco Ponsillo, shrink anch'egli, mio fratello predestinato e amico annunciato oltre che estirpato dal letame partenopeo da cui (non sempre, ma talvolta) "nascono i fiori" di De Andrè.
Ebbene N.J.M. sa quel che fa e come farlo, anche per un blog, io certamente no.
Non ho capito nè mai inteso che il blog sia un modo per entrare in comunicazione o per riprendere comunicazioni interrotte, nè con o tramite esso è più facile d'una telefonata o d'una lettera scritta su carta tenere delle relazioni, soprattutto se affettive: in questo caso ci ho più comunicativa col monitor del PC che con mio padre ad esempio.
Consultarlo è come trovare una bottiglia alla deriva con all'interno una mappa di tesoro, una richiesta d'aiuto, o anche solo quattro parole in croce sol perchè abbiamo la bocca, anzi i polpastrelli.
E' vero, una persona quindi può essere sempre ben diversa dalle altre, anche quando si trova per caso in mezzo agli altri: il guaio è che invece, altrettanto spesso, può essere sempre uguale, anche a se stesso!
E il tragico è che se trovo che tutto piombi in un grigio indifferenziato nella "famosa notte in cui tutte le vacche sono nere" è perchè forse le vacche son nere veramente e di loro, anche se ognuna ha un suo cuore, una sua fisionomia, una collocazione che, troppo di frequente, la si rintraccia solo nel suo universo di riferimento e di affetti.
Perciò decido di allontanarmi (o di ritirarmi) come dopo un calcio nel bassoventre e non perchè all'orizzonte vedo troppa folla intorno, semmai questa per me è una risorsa.
La sintonia umana certamente non è solo frutto di vaga comunanza generazionale, o l'individuarsi in una generazione di "minoranza" e in questo ritrovarsi simili.
Di cosa ha bisogno e di come avviene perchè si realizzino rapporti sintonici io ne so meno di altri, colpito e sempre meravigliato dal fatto che di tanto in tanto questo poi e malgrado tutto avvenga.
Non sono d'accordo sul fatto che i commenti scambiati siano difficili da percepirsi per coloro che leggono e sembra che subiscano: della estrema soggettività ne abbiamo sempre fatto tutti, non ultimo io, un uso del tutto oggettivo, tal quale un uso personale d'un mezzo televisivo pur riversando in esso tutta la soggettività di cui siamo capaci.
E in questo veramente il blog è proprio uguale alla vita di tutti i giorni.
Ed è per questo che anche questi scarabocchi finiranno nel suo minestrone.
Ciao.
enzo

la psichiatria basata sulle (mie) evidenze (ultima parte)

Cavalleggeri d’Aosta: non c’è da spaventarsi, solo il nome ha un chè di trionfalistico, invece è un quartiere poverissimo che però ha il merito dell’arruolamento della manovalanza del crimine proveniente tutta da figli degli operai cassintegrati delle fabbriche chiuse di cui sopra: questi ragazzi escono di notte come topi con la testa vuota e non solo le tasche, in sette nell’automobile usata a stracciar la vita in piazza Sannazzaro, con lo stomaco in subbuglio a parlar male delle donne. Le case del rione son brutte, piccole e anonime come la povera gente che le occupa persone (persone?) che a sera non rispetta più nemmeno il loro esser corpi. Nel 1976 quella moltitudine ha votato PCI nel 73% dei casi e per questo peccato originale da allora in poi è stata sempre più boicottata anche dalle organizzazioni amministrativo-sanitarie: a uno di loro, proveniente magari dalla sezione “Ho Chi Min”, da allora in poi si sarebbe sempre negato anche una falsa pensione d’invalidità e quindi la stratosferica cifra di 412000 mensili. Quella popolazione dignitosissima aspetta ancora che un eroe come ad esempio Ciriaco De Mita che, qual novello Che Guevara, ne guidi la riscossa ed il riscatto: neppure Ignazio Silone avrebbe potuto scriverne una trama più originale, ottimista e di sinistra.

Bagnoli:fino a sessant’anni fa’ vi si facevano i meglio bagni di Napoli giungendovi col tram e con la frittata di maccheroni sotto il braccio. Ci si andava a stendere su una spiaggia d’oro e non ancora color del ferro osservando dal di sotto il Parco della Rimembranza non per i ricordi virgiliani, ma per andarvi in serata a pomiciare con la fidanzata del cuore e non solo con quella. S’intravedono ancora nel centro abitato e malgrado l’erosione rugginosa lo splendore delle ville liberty tuttora presenti. Si aspetta il casinò e il porto turistico dalle cui barche in esso attraccate scenderanno padroncini veneti in bermuda a mangiare le linguine con gli scampi dei terroni di Coroglio. Bagnoli è una vecchia signora decaduta e non levigata, ma rovinata dalle tasse: nel portamento s’intravede ancora l’antico splendore, essa stessa talvolta si da un po’ di cipria e una passata di rossetto da quattro soldi, ma non è più riuscita a spulciarsi di quei pidocchi che l’hanno lasciata andare dopo essersi svenduti la FABBRICA! Oggi Bagnoli per uso di sostanze è seconda solo a Scampia  mentre fa uno strepitoso testa a testa con il rione Traiano per lo spaccio, tutte le notti i suoi abitanti si fanno sentire d’urgenza per richiedere interventi psichiatrici in emergenza.

Loggetta: questo più piccolo quartiere si colloca a metà strada tra il degrado di Cavalleggeri d’Aosta e quello di Bagnoli. Gli ex-giovani, generalmente residuati bellici del ’77, parlano un linguaggio strano, un politichese sinistrorso partenopeo, oramai svuotato di significato da essi stessi. Di buono v’è sicuramente: 1) la posizione che è panoramica  (non per caso si chiama così);2) le abitazioni con stanze di 2 metri per 3 e quindi caratterizzate dalla furbata che son facilmente pulibili; 3) i n° 2 fratelli Cannavaro, miliardari che giocano al calcio nel Napoli e nel Real Madrid come nella nazionale italiana, ma oramai vengono a Napoli dotati di passaporto.

Agnano: La zona è caratterizzata dalla presenza dei cavalli purosangue all’interno d’uno spettacoloso ippodromo. Le terme anche d’estate provocano forme artrosico-reumatiche negli sfortunati abitanti data l’umidità che si eleva da queste acque talvolta odorose talvolta puzzolenti. La zona è paragonabile solo alla Doganella in quanto a presenza di travestiti e viados i quali, se faranno carriera, prenderanno servizio a Santa Lucia, nelle strade dietro alla Regione, come i colleghi consiglieri.

 

Per concludere questo veramente troppo prolisso discorso, c’è da dire che in queste zone i libri servono solo ad arredare le cucine Scavolini in esposizione, libri che, come ognuno sa, son fatti di copertina, ma senza pagine scritte all’interno; che l’ambizione è legata solo all’ultimo modello di Fiat Punto e l’immagine prevale sulla sostanza, l’economia langue contornata com’è dal degrado morale e materiale, in cui è l’ignoranza il bostik che fa da collante a questa frammentatissima popolazione e le “sostanze” costituiscono l’ambivalente cemento, i tradimenti si realizzano lungo le radioonde dei telefonini e il top dell’orgasmo lo si raggiunge la domenica a pranzo dalla suocera.

Inevitabilmente il disagio psicologico risulta essere esponenzialmente e progressivamente in crescita ed a un punto tale che nella U.O.S.M. (Unità Operativa di Salute Mentale) dove opera chi redige questo scritto, dal gennaio 2001 ad oggi si sono repertate (ed espletate) una media di 20 accettazioni ogni 5 giorni che, in termini epidemiologici, solo è paragonabile all’epidemia di A.I.D.S. in Nigeria.

Un ultimissimo accenno per l’appunto alla U.O.S.M. del Distretto 45 che è da considerarsi una di quelle storiche perché scesa tra le prime, nel lontano 1984, dal manicomio ad insediarsi sul territorio con i suoi operatori anch’essi manicomiali.

Questa U.O.S.M., come sa bene chi opera da sempre nel settore, s’è sempre distinta come stile di lavoro per il genio e la sregolatezza (quest’ultima ha sempre prevalso!). Invece per il tipo di organizzazione e distribuzione delle sue strutture sul territorio è sempre stata concepita come una sorta di Zelig che ha sempre rispecchiato in pieno la dissociazione e la frammentazione dell’utenza di cui si trovava a prendersi carico. Ma la descrizione di tale fenomeno portentoso travalica gli angusti confini di questo scritto e l’autore ci si potrà provare a circoscriverne le dimensioni con una discussione più analitica, ma in altro documento, lasciando così il lettore col fiato sospeso nell’attesa di sapere chi è l’assassino in questa sorta di telenovela o spy story (scegliete voi) aspettando pazientemente una nuova storica rivoluzione repubblicana napoletana come avvenuta miseramente nel 1799 e il redattore di questo futile scritto, come Gennaro Serra (purtroppo ghigliottinato pur essendo raccomandato), speriamo che se la cavi.

                                                                         Vincenzo Spatuzzi

E’ UNA NUOVA TEORIA DEI GIOCHI. FORSE SEMPRE LA STESSA

Caro Albertone (vialecertosa45.wordpress.com un blog di rinascita o, meglio, di resurrezione)

mi hai ricordato una poesia inglese delgli anni Sessanta, in particolare quella che, giustamente, definisci come favolosa, vale a dire "Midnight at noon" ('Mezzanotte a mezzogiorno'), che, come tu stesso bene dici, ma anche benedici, è  il manifesto del rovesciamento di un bel po' di cose.

Oggi, nel primo decennio del III millennio, anche nel mio campo che riguarda psicologie, psichiatrie, neurologie e, in genere le scienze umane, trovo la putrefazione di quei giochi.

I movimenti molto agguerriti hanno la caratteristica del masochistico farsi fuori da soli, una sorta di Repubblica Partenopea del 1799 (sappiamo tutti com'è andata e con esiti che  sono ancora un deterrente per un cambiamento nelle prassi di una civiltà antica come quella di Napoli). A proposito è il tempo del maggio dei monumenti in questa ex capitale del Regno delle due Sicilie.

Io farei, anche a febbraio, "il maggio dei manicomi", ma non ci riesco, guardandomi attorno non trovo un solo "scienziato" (nemmeno me stesso, ma non sono mai partito con questa velleità).

Ci troviamo a far la guerra alla Francia, ad esempio, utilizzando generali francesi, come vuoi che si vinca. I generali francesi (una nazione a caso vista l'attualità delle loro elezioni) sono tutti nelle accademie, nelle università.

Posso mai io stesso propugnare " l'internamento e la cura adeguata di tutti questi normali, troppo normali al potere da troppo e indebitamente " usando le tue belle parole?

No, oggi ho paura, è meglio una vita in sordina, senza troppa esposizione, quasi da mediocre.

La violenza della vita (forse c'è sempre stata) coinvolge il tipo di gioco che ognuno ritiene di poter giocare per vincere.

C'è chi gioca a fare male, facendo male a chi non può difendersi, sicuro in questo modo della vittoria e così facendo fa soldi, potere e crede di esser persona di prestigio sol perchè giocando nel Milan ad esempio riesce sempre a battere la formazione dell'Agrate Brianza (m'è venuta così, per ricordi feltrinelliani...)

E c'è chi è ottimista, presumendo di sé tutto il bene e il bello del mondo e non solo, crede che questo splendore ci sia anche nell'altro da sé, in tutti gli altri e persino nella singola persona senza un briciolo di significanza apparente. E così si cimenta in una bellissima battaglia, rutilante quanto una giostra medievale in armi.

Questo secondo tipo psicologico perde, perde sempre, ma come perde lui non perde nessuno, stringendo persino la mano a quell'avversario che è stato valoroso e, in ogni caso, migliore di lui.

Sono ottimista, come te, I'm playng this last game: non vinco, ma godo.

Tu già stai contribuendo (da "esterno"?) alla questione e sei un campione.

E' una nuova teoria dei giochi.

Forse sempre la stessa.

 

spatuzzi

" QUEI RAGAZZI...COME NOI: COSI' TIMIDI E AMBIZIOSI "

Come primo ingaggio siamo stati a suonare in una fogna.

Il Makumba.

Dopo sei Jacks, il mio carburante, riesco a girarmi dalla parte del pubblico.

E che pubblico!

Tutti maschietti nella loro divisa, stivaletti neri militari, anfibi.

Ed è già tardi.

Le ragazze hanno già scopato e sono a casa a fare i piatti per la mamma.

Mamme che se le guardano con sospetto sotto le lenti bifocali.

Belle mamme golose, non vi sfuggono le pucchiacchelle delle vostre prime figlie.

Le bambine potrebbero aver provato?

Ma no, non è possibile.

Invidiose.

E se poi...Dio mio no.

Mamme arrapate di controllo e non di mariti con il giornale davanti e il telecomando puntato sulla tettona e non sul telegiornale.

Mamme davvero.

Meglio dormire un po' stanotte, come tutte le notti, con gli psicofarmaci.

Meglio voi, ragazzetti dark, che soffrire di gelosia perchè la bimba, la vostra bambina, vuole il padre.

In questo club si gela più che in strada. Matteo urla, ma la voce è rauca come quella del vecchio Cocker che s'è già fatto due litri di gin: altro che voce bellissima!

Lento si toglie prima il montgomery, poi la giacca, infine il pullover coi disegni norvegesi comprato al mercato dell'usato.

E' un sex symbol?

No, è uno schifo!

I ragazzi allora buttano gli occhi tutti su Maria svestendola anche di quel pezzettino di stoffa chiamato minigonna sulle gambe chilometriche.

Lei non li caca per niente e non li degna d'uno sguardo.

E fa bene, concentrata com'è sul suo ruolo, attenta a non sbagliare.

Ma se si fosse spogliata sul serio, noi avremmo potuto anche far finta di suonare che il concerto sarebbe stato meraviglioso.

Salvatore picchia velocissimo sulle pelli, poi crolla e il biondino vorrebbe vederlo morto.

Così zompa pure la base ritmica, quella che avrebbe dovuto farci da treno.

Marco è sempre Marco.

Uguale in tutto e per tutto a quel che è sempre stato: magico.

Se non ci fossi tu!

Il padrone del Makumba ci stacca la corrente.

La band è un drago che muore con i colpi della grancassa che danno l'ultimo respiro nel vuoto.

Rimangono vivi solo i tasti bianchi e i tasti neri del piano di Maria che si urtano senza significato.

In ultimo solo il chiasso infernale delle gocce delle sue lacrime che cadono sul Roland nel silenzio più totale come un rubinetto che perde.

Meno male che non abbiamo fatto patti col padrone e il compenso era basso.

Che scorno!

Raccogliamo con troppa precisione e riponiamo gli strumenti.

Li carichiamo lentamente sulle auto, avviamo e ce ne andiamo senza salutarci, ognuno per una strada diversa come le Frecce Tricolori.

Neppure il diesel riesce a superare l'esplosione di silenzio quando quello stronzo ci ha tolto la corrente.

                               *  *  *

spatuzzi fecit

DICHIARAZIONE D'INTENTI

                        "...ma che, avete passato la vita

                         in un'orgia, ascoltando i

                         Rolling Stones e parlando male

                         della nazione? "

                                     ( dai dialoghi de:

                                          " Ufficiale e gentiluomo " )

la psichiatria basata sulle (mie) evidenze (quarta parte)

Non ci si può dimenticare degli ospedali territoriali e di trincea anch’essi, giovani nosocomi che nella loro pur breve esistenza, sono stati già in grado di accaparrarsi tutti gli ultimi tre posti di un’ipotetica graduatoria interospedaliera, tra la maglia nera degli ospedali italiani (forse europei) e sono da considerarsi già in serie B in grazie d’un portentoso compromesso raggiunto all’interno di esso: una buona parte del personale che vi opera è fatto è composto di estremisti di sinistra, un’altra non trascurabile parte da fondamentalisti di destra, tale che se un malato chiede, ad esempio, una pala, quegli umanitari discendenti di Florence Nightingale pensano subito che dovranno sotterrarne il cadavere, mentre per un’iniezione intramuscolo ci vuole la raccomandazione di Arafat in persona oltre a 32 ore di straordinario giornaliere.

Si ricorda in questa sede la Chiesa di San Vitale, nella cui prima versione posò per sempre le sue malate spoglie Giacomo Leopardi, dal nome dell’omonima via fuorigrottese da cui si diparte il convenientissimo mercatino rionale, all’interno del quale decombe l’ambulatorio della cosiddetta “Salute Mentale”. di Fuorigrotta, entro il quale anche Cofferati si rifiuterebbe di entrare per paura dei pidocchi e delle zoccole (toponi\donne dalla dubbia moralità) che in esso vi operano.

E adesso un’occhiatina veloce a ciascuna delle quinque partes di cui Flegrea composta est.

Fuorigrotta: quartiere piccolo, ma proprio piccolo piccolo borghese, ambizione e sogno segreto della popolazione residente nelle altre quattro parti. Persino la camorra locale che ha l’ingrato compito di tenere l’ordine pubblico è piuttosto mediocre e scarsamente violenta, visto che “va per gli spiccioli”: essa in genere invita graziosamente gli antichi commercianti un tempo presenti a riposarsi prendendo una lunga vacanza vendendo a modico prezzo i loro locali per riciclare il denaro guadagnato col sudore della fronte di questi benefattori del genere umano. Ora ci si chiede, essendo quasi tutti gli esercizi commerciali del territorio da loro “presidiato” in possesso dei succitati o dei loro prestanome, a chi dovranno rivolgersi per chiederne il pizzo? Anche questo è segno dei tempi che sono caratterizzati dall’ignoranza e dall’incultura persino nella malavita comune e relativamente alle cose di loro interesse. Eppure come succitato, soprattutto in questo territorio vi sono alcune prestigiose istituzioni in ambito culturale e formativo-professionale quali la Facoltà d’ingegneria, quelladi fisica teorica, un tempo l’I.S.E.F., il C.N.R. Motori, alcune specialità e istituti scientifici dell’università degli studi di Napoli con la sua propaggine modernissima costituita dal C.U.S. di via Campegna, oltre ai sempre presenti istituti delle scuole medie superiori tra cui spiccano l’alberghiero (si pronuncia “abbegghiero”) e l’istituto d’arte. Purtuttavia il livello culturale non decolla e rimane mediocre anch’esso. Il genitore medio (ma esiste davvero?) che al sottoscritto capita più spesso di contattare nel corso del suo impegno professionale è elemento che ancora oggi nutre il suo addurmutissimo figliolo con trofiche merendine nel mentre che questi prepara la maturità alla play station e con FIFA 2001, e prima, alle medie, si acculturava con Mazinga che non è il centravanti del Bari; grazie a Dio e a Berlusconi il livello formativo si sta continuamente elevando anche a motivo della continua proposta ai giovani telespettatori di programmi  di forte incidenza culturale quale “Stranamore”, “La sai l’ultima?,” “L’isola dei famosi”, “Paperissima” (monumentale monografia biografica su Rosa Russo Iervolino).

I giovanotti comunque arriveranno alla laurea in vent’anni e una sessione, tanto ci penserà lo zietto, mediocre tangentista sugli enti locali, a piazzarlo con voto di scambio e farne un sicuro acquirente consumista dei mercatini (e dire che questi giovanotti, si deve ammettere, bellocci, son venuti su ad “erba” e quindi vegetariani!). La differenza fondamentale con altri quartieri, è che qui si utilizzano droghe lievemente più raffinate, laddove ad esempio a Bagnoli, un giovanotto si fa di Kobrett (e l’altro… pure), droga questa che, come affermano i pazienti dalla cosiddetta doppia diagnosi (assurdo diagnostico in voga presso i S.E.R.T.) è “ ‘a schifezza ‘ell’eroina”. Dal punto di vista delle drugs per niente mediocre è questo moderatissimo quartiere (anche in politica) con le sue case a circa tremila € al m2, quartiere che non ha un’associazione culturale che sia una, un teatro che sia uno, un cinema che sia uno tutti sostituiti da banche (e ve n’erano sette sale fino a vent’anni orsono). Anche i negozi sono mediocri salvo che nei prezzi che applicano i quali sono invece altissimi, vista l’esclusività e il protezionismo commerciale che applicano come se ci trovassimo a Vigevano. Ma la popolarità di Fuorigrotta si eleva soprattutto la domenica sera quando ci si collega televisivamente dallo stadio San Paolo o quando qualche mamma si butta dal balcone con le sue figlie.