Ma potrei mai giocare a guardie e guardie, senza i ladri?
E proprio nella mutanda stavo venendo per l'assolo della "pietra rotolante" Mick Taylor di "Time waits for no one" che sborrava anch'essa dalle casse dello stereo.
Ero fermo al rosso dell'incrocio.
Un vento fastidioso si stava fumando la mia sigaretta passando dai finestrini aperti.
Alla ridicola fermata obbligatoria mi affianca un'auto scoperta. Non ho potuto fare a meno di girarmi verso questo ricchione che ha messo alla prova i suoi freni per non venirmi addosso.
Una tettona ossigenata mi sorride da pochi centimetri.
Il petto di questa bonona non mi fa sintonizzare bene il video sul conducente.
Mi devo piegare avanti di molti gradi per mettere a fuoco il naso dritto della faccia d'angelo al volante.
Quando pure lei si sposta, dalla camicia tutta aperta riesco a vedere l'abbronzatura del tipo su quel petto poco villoso.
E continuo a fissarlo finchè non volta gli occhiali da sole su di me.
Non mi imbarazzo e lo guardo ancora.
Peserà almeno un chilo la catena col crocefisso e il Rolex non costa meno di 15.000 €.
Pensavo a questo mentre lui teneva allegro il motore con due o tre ruggiti in successione rapida.
Ma lo specchietto mi proietta un paio di parabrezza cariche di facce che nessuna madre vorrebbe avere come generi.
Strombazzano nervosi, ma neppure un centimetro di più faccio fare alla mia station wagon.
Ci soffrono i pulcini coi baffi.
Che ti costa muoverti?
Me lo son voluto io questo bacio in bocca sul paraurti: non è forte, ma è un'ottima autopresentazione condita di primo avvertimento.
Scostumato, presentati anche tu.
Prudenza: non ero ancora arrivato a questa parola sul manuale intitolato "Pensa a campà'".
* * *
Quattro in una macchina e quattro nell'altra, totale otto frati francescani.
Embè, che fa?
I bimbi si guardano e s'intendono.
Nemmeno il verde prontamente uscito a salvarmi mi fa essere meno testa di cazzo.
L'auto scoperta con la bionda dentro riparte lasciando due chili di ruote sull'asfalto.
Per la completezza della presentazione, mi piazzo proprio davanti al muso della loro auto nera, così, conoscendomi meglio, non avranno più tanta fretta di ripartire.
‑ Levati davanti, coglione. ‑
Fa quello accanto al guidatore.
‑ Stai parlando di tua sorella? ‑
E' la mia intelligente domanda fatta troppo ad alta voce.
Ma a domanda non rispondono: così difficile è il quesito?
Quei due davanti pare non abbiano sentito e si guardano senza parlare.
Avrò fatto bene a sottotitolarlo alla pagina 777 per i non udenti?
La reazione di quelli seduti dietro non si fa attendere troppo.
Ma non hanno problemi di udito, forse di emorroidi: riesco appena a vederli uscire come per un forte bruciore in quel posto.
"Fifa e arena" era un film dell'attore più grande e tuttora vivente.
Ma per il momento chi fa la merda in culo sono io.
Che bello, è proprio paura fisica quella che provo!
Sensuale ed eccitante, mai provata prima.
Massiccia! Allevato e svezzato con paure provate solo da altri o lette sui libri.
Violenze solo descritte, pugni presi cacciando un fumetto dalla bocca con "gasp...uh...dann...": non mi hanno mai fatto nè caldo nè freddo.
E poi la tivù è fiction, il cinema ti turba un po', ma è pur sempre un falso e poi te ne vai a letto tranquillo.
Dove lo potrò mai andare a provare un brivido crudele?
Ha sempre pensato lo studente.
Di certo fisiche erano le angosce della morte.
Dolorosissima la paura di uscir fuori di testa impazzendo per sempre: la capa è una sfoglia di cipolla, s'è sempre detto.
Ma la morte o la pazzia, anche se terrorizzanti, erano sempre solo temute e mai assaggiate.
Mai le avevo potute guardare in faccia, solo apparente la minaccia.
Stavolta no.
Si poteva arrivare fino ad uccidere di lì a poco e senza un serio motivo.
Per questo me lo godevo tutto il rischio.
Assaporavo la paura buttandola giù giù nei polmoni come una bella boccata di fumo.
Tremavo sì, sbandavo pure, ma il cuore era impazzito veramente e ci aveva ragione stavolta: è stato mai logico sbandare per gli occhi azzurri di una troia?
E mi sentivo vivo, Gesù.
Pure lui si sarà sentito così sulla croce, uomo davvero e non più figlio di Dio. Carne di uomo, sangue di uomo, dolore di uomo e non più ostia vivente. Incazzato nero col Padre, eppure rassegnato.
Come me ora, arrivato al punto del non ritorno una volta cadute tutte le distanze.
E quando finalmente è arrivato il primo cazzotto devo aver sorriso, felice d'aver messo anche questo bollo sulla patente di uomo.
spatuzzi
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