Chi sono
Ebbene si, siete collegati col BLOG di Spatuzzi.
E ‘mo so’ cazzi vostri.
Sin da piccolo ciò che ho desiderato avere di più è stato un…mecenate.
Sì, avete capito bene, un mecenate e non soldi, sesso, beni di consumo, droghe, carriera e potere.
A 52 anni finalmente il mecenate è comparso nella mia vita: si chiama Nicola Gianmarco Ponsillo.
Quel folle oggi pensa per me, talvolta al posto mio.
Tra le cose che quel bel tipo ha organizzato per me è stato un BLOG per il suo protetto, che sarei Io, (Vinc) Enzo Spatuzzi.
Egli, Spatuzzi (anche la mamma lo chiama così) è nato a Foggia nel 1955 per l’appunto, nel primo giorno del transito del Sole nel segno dell’Acquario: lui è psichiatra.
A Napoli vive, risiede e lavora: queste due ultime “operazioni” nei Campi Flegrei.
Spatuzzi non imbratta un foglio elettronico per riempire il suo vuoto interiore, sì, pure per quello, ma, soprattutto, per rispettare il pubblico e con lui pensa di comunicare mentre parla da un microfono e proprio come se si trovasse al centro dello stadio San Paolo un attimo prima che inizi la partita Napoli-Juventus: rispetto e gioco, per l’appunto.
Pertanto per un pubblico che anonimo non è né sarà mai, ha teorizzato il primo esempio di album BLOG rock scritto e non suonato, modulandosi su flussi di ritmo (compreso quello dei neomelodici partenopei!), accorpando realtà e immaginario (peraltro la stessissima cosa), quotidianità e metafore (peraltro la stessissima cosa) al fine di coinvolgere la percezione del lettore in associazioni dinamicamente concrete, ma anche felicemente soggettive (peraltro la stessissima cosa), usando il sound delle parole scintillanti (treble), il rumore di fondo dell’esistenza “tosta” (bass) e l’aria viziata della musica rock: di queste ultime tre cose (peraltro la stessissima cosa) se ne prende cura tuttora, sempre stupito, sorpreso e meravigliato dall’umanità che ne fuoriesce, ma senza mai smettere di “combattere per le strade” (e proprio “Street fighting man” suonata live dai Rolling Stones ha voluto che iniziazze sempre la sua prima pagina) armato unicamente d’una oramai introvabile tensione morale.
Come per il soldato giapponese dell’ultima grande guerra mondiale ritrovato a presidiare ancora armato di tutto punto uno sperduto atollo del Pacifico, anche per Spatuzzi “la guerra non è mai finita” (come per la Bertè). Ma di questo sembra esserne consapevole.
PERCHE' QUESTO BLOG
In definitiva Spatuzzi a che ti serviva un blog?
Un blog, poi, che porta un nome e cognome pressoché sconosciuto ai più?
Non se ne poteva fare a meno?
Quale urgenza avevi?
A quale esigenza risponde?
Chiacchiere, sempre chiacchiere, solo chiacchiere…siamo stufi!
Se le ho scritte è come se fosse autocertificato che queste domande che sicuramente ognuno che legge si sta facendo le ho fatte, me le sono fatte io per primo.
Innanzitutto, come rispondevano ai giudici i nazisti, le S. S., nel corso del processo di Norimberga, risponderò “’a copp’ ‘a man’” (di rimando) che non mi ricordo.
Come successiva e ancor più vigliacca risposta dirò, sempre come quegli imputati di cui sopra, che non sono responsabile e che di questo sono stato comandato.
Da chi?
Ma dal boss, gerarca, autoritario, mascalzone e padrone: tal Nicola Gian Marco Ponsillo, giovane, più giovane, medico dei pazzi anch’egli, fantasioso creativo, la quintessenza dell’ultimo prodotto dell’evoluzione umana, l’ homo tecnologicus.
E’ lui che mi ha comandato di farlo.
Insomma me lo ha ordinato il medico.
Devo ammettere che oggi ci provo anche un gusto perverso, simile a un godimento non tanto sottile.
A mano a mano che passano i giorni sto trovando persino una ragione ultima che giustifichi questo impegno. Insomma un obiettivo.
La meta è la R I V O L U Z I O N E.
La rivoluzione del cuore contro la bastarda indifferenza.
La rivoluzione delle emozioni a scapito del “fottatenn’”, che te ne frega.
La rivoluzione di chi non vuole pensare più alla salute, ma vuole incuriosirsi, interessarsi all’umanità di cui ogni singola persona è portatore.
La rivoluzione dell’amore che non riescono a fare ‘e uagliun’ e le ‘uaglione di Napoli a cui “il perbenismo interessato” (F.Guccini) e la cazzimma di noi adulti (adulti?) lascia un’atmosfera, un territorio sterile in nome dell’amara considerazione che la felicità non esiste, quindi non ti sfiacchire neppure a cercarla.
E’ a voi ragazzi e ragazze, giovanotti e giovanotte, che questo BLOG si rivolge, affinché un domani qualche sopravvissuto non debba iniziare il racconto del suo passato dicendo: “Tutti morimmo a stento…”
Spatuzzi scripsit per sé e per i suoi
P.S.Non si augura una “buona lettura”, ma una partecipe e dilaniante emozione.

Commenti
Carissimo Dottor
Carissimo Dottor Spatuzzi
sono riuscita a trovarla anche su internet. Spero di rivederla presto e di far con Lei una lunga chiacchierata e con l'auspicio che il suo invito a vedere la "sua" Napoli sia ancora valido.
Con affetto e stima
Rossana
Enzo,spero di aver sbagliato
Enzo,spero di aver sbagliato "ENZO" sono Augusto, e ti volevo solo salutare,anche perche' sono tantissimi anni che non ci vediamo.Un caro saluto ai zii e a voi tutti ciao Augusto
Chi sono io lo lascio
Chi sono io lo lascio pensare da come scrivo..ma con questo può voler semplicemente dire che sono una persona che ha letto qualcosa..
Ho 33 anni e in salute mentale non riesco a far passare l'idea che stanno prendendo campo azioni troppo "autogestite" (es. gruppi auto-aiuto con soli pazienti/ex-pazienti, campeggi di soli pazienti/ex-pazienti, arti-terapie condotte anche solo da ex-pazienti) e "facilonerie" o "spontaneismi" che portano a penalizzare e sospettare ogni paziente restio o che gradisca più presenza sanitaria.
Intanto vedo che gli associazionismi di questo tipo esistono, possono essere permeabili a realtà pseudo-magiche (training autogeni, yoga,..), ed infine in tempii di crisi economica possono essere accolti dal pubblico settore con possibilità di espansioni (es.attività con adolesentii se non addirittura pre-adolescenti..).
Ho provato a mettere su una piccola associazione..a dialogare con psichiatri..e mò?!
Un saluto cordiale!
ciao Enzo, ti ho letto per
ciao Enzo, ti ho letto per caso sul sito AIPSI, qui ti do del tu perche' sembri decisamente piu' simpatico. Peccato psichiatra...ma nessuno e' perfetto. Pero' lasciami dire che dall'abilita' letteraria (bellissimi i racconti russi) e soprattutto dal senso ironico, come psichiatra mi sembri davvero sprecato. Se molti tuoi colleghi si fossero dati alle belleslettres staremmo un po' meglio tutti...
A rileggerti qui (o la')
P.S. Anche io amo scrivere ma son paziente..in molti sensi;))
Egregio Dott. Spatuzzi
Egregio Dott. Spatuzzi (dottore della "risata" oltre che della psiche, di quel riso un pò malinconico che prende al cuore e alla pancia), approfitto della fortuita segnalazione del suo blog fatta a me da estimatissima "collega" (io, piccolo filo d'erba in un mare di alti papaveri) per riflettere ancora su come la vita sia una fitta trama di collegamenti di pensieri ed emozioni...ho avuto il piacere, tempo addietro, di leggere un suo coinvolgente resoconto clinico (raccolto assieme a molti altri in un libro particolarmente "veemente" verso mamma istituzione, almeno nel titolo), senza sapere che fosse lei l'autore del suddetto scritto (nel senso che proprio non ne conoscevo il nome).
Ebbene, questa intricatissima rete che muove i nostri fili di burattini inconsapevoli (visto che delle "casualità" della vita non smetteremo mai di stupirci) ha voluto che io la ritrovassi proprio qui, oggi, e che leggendo il nome "Vince Love" riconducessi il suo racconto all'opera cui ho fatto cenno poche righe più in alto (tra parentesi) e alla persona che ne è l'autore (e che ho avuto la fortuna di incontrare).
E un pò mi sembra di conoscerla, già.
Si respira la medesima aria pulita e corroborante di montagna, qui dentro.
Si respira la medesima libertà e possibilità di pensiero (e non-).
Via, sensi di colpa.
A presto.
E' casualità lineare quella
E' casualità lineare quella che la fa da padrone negli incontri e negli accadimenti umani: è quindi persino quantificabile fisicamente questo valore, ma solo se un conteggio di tal genere fossimo in grado di saperlo fare!
Per fortuna agli umani non ne è data facoltà, e così la vita continua ad esser sempre più misteriosa anche se sempre meno meravigliosa come risponderei a Frank Capra se lo avessi a tiro.
Naturalmente se non ci fosse stato il manicomio, io non avrei conosciuto quella divisione sperimentale territoriale e non avrei impattato quel Maestro all'interno della cui atmosfera da lui stesso pompata è potuto nascere il travisamento di Vince Love che, pensa te, un ordinario di psicologia, oramai deceduto, ha bollato come antiscientifico, salvo subito dopo pentirsene e rivelarmi in privato le 6000 frustrazioni patite da piccolo.
Il raccontino mio poi è stato riversato con alcuni ritocchi in quel veemente libro come bene tu lo definisci ed oggi è su un blog benfrequentato come direbbe una signora borghese, ma come Groucho Marx anch'io diffiderei di un club che avesse me come socio...
Ebbene si...ci conosciamo, oppure no, il che è lo stesso...ed è lo stesso quando antenne grondandi sensibilità vanno alla fine giusto giusto a sintonizzarsi su canali comuni e proprio nel momento in cui entrambi, io e te, proviamo, forse inutilmente, a dare un calcio alla nostra gabbia personale nel tentativo questo sì, certamente infruttuoso, di tentare di far respirare quell'aria frizzante di montagna anche ad altri, arietta che chiamasi libertà.
Grazie Sara ed anche alla estimatissima collega che ha fatto da casualissimo trait d'union.
P.S. Come sfondo del desktop del mio vecchio notebook v'è ritratta una mia stessa istantanea di un tratto di prato scattata mentre ero disteso su di esso: come mi sentivo piccolo a confronto di quegli elegantissimi, agili e snelli fili d'erba!
alla prossima...veramente
enzo spatuzzi
Hei...Tillj… calmati&h
Hei...Tillj…
calmati…le domande le faccio io…
Così avrebbe risposto il detective privato (intimo direbbero i mariti delle sue amanti) della mia storia a puntate. Ma al tuo commento peraltro assai simpatico queste parole ci azzeccano molto.
Ricominciamo dall’inizio. Sono io che ho il piacere di iniziare a conoscere una persona (estrosa?) come te che sei entrata in questa “casa privata” senza nemmeno bussare. Ma questa è una splendida modalità di essere invadenti: era quello che volevo (volevi?).
Comunque benvenuta. Verrò anch’io a farti visita.
Psicoterapie gratis? Ma neppure più (mai più) nemmeno a pagamento.
Sono uno strizzacervelli dei servizi pubblici di Napoli e non sono ricco, ma mi basta quel che ci ho. Le rapine più o meno analitiche mi hanno sfastediato: preferisco modificarmi assieme alle persone che mi si rivolgono e frequentandoci cambiamo ogni volta delle parti di noi e così soffriamo di meno. Scrivere mi da tensione, ma mi sento vivo e di rilassarmi non ci penso neppure.
Grazie per aver apprezzato il racconto su Vince Love.
Visto che mastichi e bazzichi, in qualsiasi maniera, l’ambiente dell’aiuto al disagio psicologico, ci potrai trovare tutte le risposte che vuoi.
Ti ringrazio davvero tanto.
A prestissimo.
piacere di
piacere di conoscerti.perche' e' tutto maiuscolo?
domanda da psichiatra:cos'e' la normalita'?
domanda di tillj:cosa ti fa pensare di essere normale e nel giusto e perche'?
ovvio che e' un suggerimento x cambiare la domanda-autorisposta degli psichiatri, forse il transfert e' la scusa dello psichiatra o psicoterapista x gestire la propria diversita?
uno psichiatra con blog, bello!psicoterapie gratis?con me avrai da divertirti, son brava a far terapie agli psichiatri sai xke'? siete prevedibili :o).
poi ti lascero' un post dove definisco internet, cosi' ci facciamo 2 risate.che dici scriviamo una storia tutti assieme?dev'essere interessante vedere cosa ne viene fuori.se vai sul mio blog troverai recensione di libri e 2 son di una psicologa-psicoterapeutica ecc. ecc.che puoi anche vedere in internet in una trasmissione a rai 3.sotto la recensione al suo libro c'e' la mail che mi mando'.no worry sono gia' curata con 110 e lode.adoro gli psichiatri :o)
fai la persona seria, se ti
fai la persona seria, se ti riesce
f.to tua moglie
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