Il Blog di Enzo Spatuzzi

Il primo esempio di album BLOG rock scritto e non suonato

(PSICO)TERAPIE FALLITE

Cazzo, dimenticavo: la mia analisi!
E' per oggi, nel pomeriggio.
Stavolta quella donna me la farà pagar cara.
Anche oggi sono uscite inutili grosse stronzate.
-Perchè ha sempre amato chi non l'ha amata?-
Troppo facile dottoressa: la domanda me l'aspettavo.
Rimanda a ottobre il tuo cervello sfigato e, alle cinque del pomeriggio, mettici il cuore dietro il divano.
-Questo non lo so. E' lei che deve scoprirlo-
Fa la voce del cervello, il mio, sopra il divano.
-Ma è frequente che le sia andata così?- Continua quella.
-Sì e no-
-Si spieghi meglio-
-Niente, non so se il fatto che la gente mi dimostri affetto o altro...chessò...amore, attrazione...li fa disintegrare ai miei occhi...oppure...-
-Oppure?-
-Oppure se l'amore io lo veda come un eccesso-
-Un eccesso?-
-Sì, un eccesso. Eccessivo come la sua morte-
-E l'eccitazione? Lei la vive sempre come eccessiva e quindi tale da doversene difendere a qualsiasi costo?-
-Quale eccitazione?-
-Quella che in lei provocano le persone-
-No, si sbaglia. Eccessiva è quella che provoco io-

Come al solito non hai capito una mazza.
E' solo di me che ho paura, psicanalista del cazzo.

Però anche lei è pazza.
Pazza di me.
Lo sento.
Lo so.
E' vero.
Di me e non di quello che viene dopo.
Che è una donna: l'ho vista di sfuggita andandomene.
Ma è il silenzio che regna ancora indisturbato.
Sono ormai due anni di alti e bassi, di sussurri e grida, di esplosioni e repressioni, di amore e morte.
Di noia.
Vado alle sedute inventandomi sintomi, facendo false associazioni, ma poi le cose che mi passano per la mente le caccio veramente.
Lei pensa che stia migliorando, qualche volta l'ha pure detto. Ed è quando la vedo più soddisfatta.
Ma poi, in auto, fermo nel traffico del tardo pomeriggio, mi guardo nello specchio e rido di me.
E di lei.
E' ora di chiudere anche con lei.
Ho perso tempo.
-E così ritiene che la sua psicoterapia sia sulla dirittura d'arrivo?-
Mi chiede negli ultimi minuti.
-Forse sì, ma le idee sono ancora confuse-
-A questa terapia non era richiesto di chiarirle le idee-
-Già è vero-
-A mio parere questo abbandono assume sempre più i connotati della fuga-
Ora è proprio dura.
Ma solo il rock è veramente hard.
L’analista lo deve essere per mestiere, ma io non me ne sono mai accorto.
Ci risiamo col silenzio.
Maledetto silenzio.
Anche qui, oggi, un silenzio fottuto.
-E da cosa fuggirei, di grazia? – Rompo il silenzio
-Dalla depressione. Cosa crede d'aver perso, dottore?-
-Cos'ho perso? Difficile dirlo-
Forse la gioia?
Oppure Maria?
Certo l'infanzia.
Madre, padre, fratelli?
La dignità.
La fiducia in me stesso?
Le idee.
Le cose che non ho realizzato?
L'amore?
Sì, sono sicuro:
-L'amore, sì l'amore, dottoressa-
-E quando perde l'amore lei fugge, vero?-
-Sempre-
Ora solo il silenzio lega me e questa donna.
Lunghi momenti in cui si può sentire solo la pancia, le pance che piangono. Prima piano piano, poi sempre più forte.
-Anche il mio?-
E' l'ultima sua domanda.
-Sì, anche il suo. Ma quell'amore non c'è mai stato. O, almeno, io non l'ho mai sentito. Anche per questo me ne vado-
-Se ne andrà quindi?-
-Anche questa terapia è fallita. Arrivederci-
-Un momento...aspetti....aspetta...-
-E' una vita che aspetto io te-
Sono già in piedi.
-Non è così che...- balbetta la donna
-E com'è che finisce un'analisi...?-
-Così-

Commenti

è vero che le analisi

è vero che le analisi finiscono un pò così ...

Ciao Lulù, sei davvero molto

Ciao Lulù, sei davvero molto cara e sinteticamente pare che tu abbia capito tutto di ciò che è uno scritto che non vuol essere vanitoso e narcisista, ma con cui l'autore voleva modificarsi e modificare.

Ciò che dici negli ultimi quattro righi "...sai che sei diverso da quello che eri prima di leggerlo" è proprio il mio statuto di scrittore non di mestiere, ma il credo che mi sono dato da quando prima con la penna poi col PC imbrattavo taccuini come oggi lordo fogli elettronici. E in queste parole si esplicita ciò che è un complimento grandissimo, che non ha a che fare con il bello in sé, ma col valore etico della scrittura, con il desiderio coattivo di comunicare e determinare cambiamenti. Eventuali.

Grazie anche al tuo professore che ti ha lasciato una magica eredità.

A prestissimo

E' bello chiedersi se si è

E' bello chiedersi se si è capito o meno. Questa tua forma di consapevolezza fa subito scartare la paventata ignoranza che affermi. Certo non era una domanda facile a cui rispondere con facilità. Tra l'altro "quel gran genio del mio amico Woody" conia parole nuove, neologismi e, come ogni creativo, bisogna interpretare ciò che avrà voluto veramente dire. Credo che tu abbia interpretato molto bene le mie parole che non sono nè genio nè creativo, ma hai colto "l'accelerazione" che sta dietro a chi soffre di paradossale iperattività immaginativa. Davvero brava ad interpretare me. E tu mi potrai mai spiegare a cosa si fa riferimento a quanto dici che uno scrive "cose cazzutissime"? Ne sono davvero curioso. Un abbraccio

Un mio professore mi disse

Un mio professore mi disse che l'aggettivo "bello" è generico. Non ci avevo mai riflettuto, ma se ci pensi è così. Quando dici che un testo è bello, che cosa significa? Che cosa vuoi dire esattamente? E' come considerare una cosa nel complesso tralasciandone gli aspetti. La stessa cosa è quando dici che una cosa è brutta."Cazzuto", molto probabilmente non esiste, l'avrò sentito qualche volta e gli ho dato un mio significato. Facendo riferimento al tuo testo, volevo dire che mi intriga, ma mi fa arrabbiare allo stesso tempo, perchè è come se ti facesse rincorrere un significato che all'inizio riesci a cogliere, poi ti sfugge e poi di nuovo lo afferri e poi, una volta finito di leggere, ti chiedi se l'hai capito davvero. Quello che sai è che sei diverso da come eri prima di leggerlo.

Adoro le "belle" cose che mi

Adoro le "belle" cose che mi scrivi Lulù. 

Ho visto "Io e Annie" di Woody Allen proprio nell'attualità in cui usciva sugli schermi italiani (sic! fa riferimento all'età): è stato per me un film di formazione rispetto all'eros, la vita di coppia, il rapporto uomo-donna, ma anche un'identificazione totale e totalizzante.

"iperattività Immaginativa" mi chiedi? Varie le mie personali interpretazioni.

Fase euforica di un disturbo bipolare con iperattività in tutti i settori della vita mentale e fisica (non per caso proprio in quel film, mi pare, Woody chiede a lei: "Come va il tuo litio?" e il litio è il più antico e più noto degli stabilizzanti dell'umore)

Ma può essere ancora una boutade di quel genio: iperattività come azione motoria, immaginativa come frutto d'un processo cognitivo.

Ma anche tante altre interpretazioni ancora visto che l'artista è un suggeritore di suggestioni in cui ognuno ci può trovare ciò che vuole.

Ciao Lulù 

La tua rispsosta sarebbe

La tua rispsosta sarebbe bastata a qualsiasi altra persona, ma io devo fare i conti con l'ignoranza che considero uno dei miei elementi costitutivi. Non ho capito di che azione si tratti. E' un po' come sognare ad occhi aperti? Cioè, tutti lo facciamo, ma magari c'è qualcuno che lo fa in continuazione, al punto da impedirgli di fare qualsiasi altra cosa, come un esigenza invadente, invalidante. Però tu hai parlato di umore e questo mi fa pensare al cambiamento di umore, ma in questo caso si tratterebbe di un'altra cosa o forse non necessariamente di un'altra cosa; magari le due cose potrebbero essere connesse, oppure non ho capito niente, il che mi sembra l'ipotesi più valida. Tu hai anche parlato di interpretazione, non è quindi una malattia? Oddio, troppe domande.

Ciao Enzo

Adoro le cose che scrivi, ma

Adoro le cose che scrivi, ma non posso utilizzare l'aggettivo "belle" in un blog rock, che ne pensi? E' generico! Direi... cazzutissime!! auhuahauh. Ti volevo chiedere anche una cosa...di recente ho visto un film, "Io e Annie" di Woody Allen, con Diane Keaton. Il protagonista (Woody Allen) diceva di soffrire di iperattività immaginativa. Che cos'è?

Ciao Enzo, grazie mille.

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