Il Blog di Enzo Spatuzzi

Il primo esempio di album BLOG rock scritto e non suonato

“CORPO A CORPO” ovvero “spero che chi la fa non l’aspetti mai più”

Voglio iniziare il resoconto di ciò che fra poco potrete leggere con una citazione fornitami da Nicola Gian Marco Ponsillo che è il mio attuale pusher di emozioni, frasi, citazioni, immagini; in questo caso è tratta dal film "Il posto delle fragole" di Ingmar Bergman. Il protagonista, un anziano medico, ha un incubo. Sogna di dover superare un esame. Gli viene chiesto qual è il primo dovere del medico e lui non sa rispondere. L'esaminatore gli ricorda: "Il primo
dovere del medico è chiedere perdono".
Con questa frase apodittica doverosamente incisa nel giuramento di ogni medico "ipocrita" (avete letto bene!), si può andare avanti.
Si è tenuto venerdì 2\03\07 nell'aula magna dell’ospedale “Cotugno” di Napoli, organizzato dal Direttore della S.C. Psichiatria di Consultazione di quel nosocomio, dott. Giuseppe Nardini, un emozionantissimo incontro-dibattito, un convegno dal titolo assai significativo e suggestivo: “SULLA PROPRIA PELLE…io medico-paziente”.
Notevole l’afflusso di operatori del mondo “psi” ed oltre, assieme a personaggi del panorama culturale partenopeo in una solidale simbiosi (una volta tanto hanno dovuto sotterrare l'ascia di guerra, data l'eticità del confronto).
Fare un resoconto della congerie di interventi, proposte, vissuti ed emozioni non appartiene a chi vi scrive.
Ciò che invece mi colpisce di più è ciò che lì dentro aleggiava e, soprattutto, il non detto, assieme alle persone, i soggetti-attori portatori di malattia ivi incontrati. In questo caso erano degli importanti medici che portavano una non meno insolita visione “altra” del rapporto medico\paziente e tramite un angolo visuale assai spostato sul medico stesso.
Dirò subito che un convegno come questo poteva tenersi solo in un ospedale come il Cotugno, dotato non solo di un Direttore "insolitamente" illuminato e con grossa verve semantica da chairman (una rarità!), ma anche di un’unità di psichiatria di consultazione da anni operante sotto la spinta propulsiva di Starace prima e di Nardini adesso con i suoi collaboratori Viparelli, Vito ed altri di cui non ricordo il nome. Tale unità funzional\strutturale psicologico-psichiatrica, tal quale una "cellula eversiva", nel tempo è riuscita a contagiare l’intero nosocomio di un’"infezione" in più di cui già la metà era abbastanza in quel grosso ospedale: il virus in questione è assai originale e ancora non del tutto isolato ed ha uno strano meccanismo d'azione, quello di COSTRINGERE I MEDICI E IL PERSONALE TUTTO A METTERE QUALCOSA DI PROPRIO NELLA RELAZIONE CON L’AMMALATO!
Però (anche qui c’è o ci sono dei però), laddove nel gergo giurisprudenziale v’è il termine del “pentito”, non vorrei che tra quei medici\pazienti\malati si materializzasse un’altra figura, quella del “dissociato”. Essendo io uno psichiatra quest’ultimo termine me ne preoccupa un po’.
D’altro canto ci dev’essere uno specifico, un che di originale nella professione d’aiuto del medico e nella medicina stessa, altrimenti perché ad esempio “al commercialista” come figura professionale e come persona non è richiesta né l’umanizzazione del suo agire e nettampoco l’umanità nel suo essere professionale?
Avrei voluto chiedere al prof. Bonadonna, oncologo che ha patito un ictus cerebrale, un insulto vascolare che ne ha determinato esiti paretici e afasie ed aprassie se, secondo lui, il Bonadonna post-ictale sia migliore o peggiore del Bonadonna, per così dire, pre-morboso. La stessa domanda la rivolgerei anche a chi lo conosce o fa parte da sempre dei suoi affetti o del suo entourage. Inoltre, siccome ha messo lui stesso sul tavolo tale questione, gli chiederei ancora come si insegna ad “interloquire con la parte umana del paziente” e ciò in considerazione del fatto che, se questa abilità la si deve insegnare negli atenei, forse è perché questa qualità artigianale è del tutto sparita nella società stessa e non soltanto nelle facoltà di medicina.
E al povero Sartori, venuto fuori tra cure mediche ed interventi chirurgici da un melanoma maligno, domanderei, avendolo sentito ben parlare, che forse egli ha ben descritto "il dolore corporativistico" di un ordine, come quello dei medici, una volta che è stato colpito al suo interno. Come se, per utilizzare un esempio scadente e, forse, poco attinente, il dolore degli americani colpiti dalla strage delle Twin Towers fosse diverso e più compatibile (nel senso di compassione) di quello dei familiari dei bambini da essi stessi bombardati.
E a Melazzini, primario onco-ematologo affetto da qualche anno da Sclerosi Laterale Amiotrofica che lo costringe su una carrozzina per via della malattia del secondo motoneurone, chiederei se sa darmi una risposta plausibile sulla frase che troppo spesso ci sentiamo ripetere (anche noi altri medici, se non malattie invalidanti, croniche o degenerative o addirittura mortali, pure soffriamo, ad esempio, di ipertensione o diabete od impotenza) ed è quella che afferma che la cosa più difficile per un medico è curare un altro medico. Perché? Da dove nasce questo (pre) giudizio?
Se potessero, magari con lo stesso mezzo telematico, mi augurerei che questi tre uomini di scienza ci dessero una loro spiegazione laddove noi non riuscissimo a darne alcuna verosimile.
Concludo con un brano del film “Stalker” del regista russo Andreij Tarkovskij che prendo a prestito ancora una volta dal caro e valoroso amico e collega Nicola Gianmarco Ponsillo che me l’ha inviata essendo quello citato uno dei suoi registi preferiti:
"Ero sicura che insieme a lui sarei stata...bene. Sapevo che avrei avuto tante amarezze, ma è meglio una felicità amara che una vita grigia e noiosa...egli si avvicinò a me e disse semplicemente queste parole 'Ti prego, vieni con me'. Andai e non me ne sono pentita e non ho mai invidiato nessuno, mai, in nessun momento della mia esistenza. Il destino è fatto così. Così è la vita e così siamo noi. E se nella nostra vita non ci fosse dolore non sarebbe meglio, sarebbe peggio, perché allora non ci sarebbe la felicità e la speranza".
Con affetto e grazie ancora per avermi ospitato
Enzo Spatuzzi

Commenti

I blog hanno un fascino

I blog hanno un fascino particolare.........
Dear Rossana, sono in perfetto accordo con Te.....sulla questione della "passerella" e delle "10 ore" di contentino.....ma se mi trovi casa, ti sottoscrivo in bianco qualunque cosa tu dica!!!!!!!!!!
Il punto è che da qualche parte ed in qualche modo bisogna pur iniziare........ovviamente stando attenti a non farsi fare fessi dai signori della politica, ed a non ringraziarLi troppo, specie se hanno semplicemente dato esecuzione ad una normativa, seppur di indirizzo.
Che voglio dire?
Uno dei presenti alla manifestazione del 2 in una occasione precedente aveva sbandierato ai 4 venti che la Regione Campania per prima aveva inserito nel piano ospedaliero nuove figure professionali ( in primis gli psicologi) al fine appunto di umanizzare......poi è venuto Melazzini e ci ha fatto vedere che nel piano sanitario nazionale del triennio 2006-08 alla voce, se non ricordo male, cura del dolore o giù di lì, l'obbligo di introdurre nelle piante organiche figure professionali qualificate ad accompagnare i pazienti nella malattia per alleviarne le sofferenze e/o ridurre/eliminare i disagi relativi alla loro condizione è previsto per "lex".
Tutto ciò nell'ambito della vita di ospedale.
Indi ricordo a chi è stato poco attento, che i relatori avevano sbagliato indirizzo, eccetto Casvola presente dalle 8.50.
Però, cara Roxanina, in fondo il "guaio passato" che è dentro di me, in questa fase, mica ricerca di assurgere a Salvatore della Patria, novello Masaniello...ricerca sostegni non occasionali alle attività di "Compagni di Viaggio" O.N.L.U.S.
Ovverossia:......e' sord'!!!!!!!!!!!
Se la Regione Campania ci elargisse 50.000 euro (Il corrispettivo del Premio Terzani, per intenderci)ogni due anni,.......noio, sedicente associazione, come dice il dr Nardini, daremmo stabilmente ad 8 psico/socio/logi per un anno, un 'opportunità di auto-formazione pure retribuita.
Tra l'altro con un assegno così pesante ( vi ricordo a voi fuorigrot"tesi" e bagno"lesi"
che per fare il restyling delle fotografie e di alcune opere d'arte presenti nelle stazioni della Metro si pensa di spendere almeno 500.000 euro.......più i milioni di euro spesi per ripristinare 800 metri di "Under-ground", inutili; hops sorry for the unknown, but i was citizen of fuorigrotta for 25 years) potremmo estorcere assegni ancora più pesanti a banche.........aziende di telecomunicazioni.......multinazionali.....libere associazioni di "probi viri" (tipo Rotary, Lyons and Opus Dei), ai loro presidenti e sedicenti iscritti.
Comunque, nel frattempo, potete iniziare a staccare il vostro.........di assegno.
Ciò detto vale anche per coloro che indossato il cilicio, si battono il petto genuflessi, e, davanti all'altare, prima di entrare nella loro stanza di F.F., supplicano il Buon Dio, affinchè mi rimandi a loro............
Vi è piaciuto?????????????????
Mi sto esercitando, per un Concorso Letterario.....che Io poi devolvo in beneficenza il premio............
Fabrizio

Caro Enzo, il cell ce lo hai

Caro Enzo, il cell ce lo hai (sta su quel bellissimo bigliettino da visita), la mia mail pure,chiamami quando vuoi.
Sabato mattina al Pascale ore 10.00 mi vado a fare un 'altra scorpacciata umanizzante,giusto per allargare la mia cerchia; invece alle 19.00 dello stesso giorno me ne vo da Eva Luna ad assistere alla presentazione di un bellissimo libro che consiglio a tutti.......di leggere, possedere e poi abban-"donare" in qualche PO(STAZIONE).
Poi, infine, allietamento serale al Trip sotto la guida esperta della mia amica fotografa, quella che ha saputo immortalare la "cariatide cariata"!!!
Un post-it sulle considerazioni di Rossana (ma ci conosciamo? ma per caso al momento della passerella stavamos eduti sulla stessa sedia? ma per caso il nostro vicino ci ha zittiti con garbo?):
trovo stravagante che una sottospecie di venditore, quale è l'ISF, come aggiornamento imposto dal suo datore di lavoro, frequenti corsi sulle tecniche di comunicazione, che comprendono sia il parlare a qualcun altro che l'ascoltare quello che "il qualcun altro" cerca di esprimere, mentre per i medici et altri operatori sanitari, ciò non sia previsto in nessun ordinamento e lasciato al caso.
bye bye
fabrizio

Carissimi, ho letto

Carissimi, ho letto attentamente le vs farneticanti interpretazioni sul convegno del 2 marzo us.. e devo dire che a grosse linee le sensazioni sono condivisibili.
Come ho già getto a Nardini, e per questo mi riservo di inviare "formalmente" le mie osservazioni a riguardo all'indirizzo segnalatomi dal Nardini,nel frattempo ke dirvi, bè che sicuramente avrei "saltato" la tavola rotonda dei "politici" che mi rendo conto è stato un "atto dovuto" per l'organizzazione ma francamente "vuoto" e improduttivo per quel che riguarda l'apporto e il contributo politico .. ma stiamo skerzando, come è possibile, mi domando, parlare ancora oggi di vocazione? o, peggio, si pensi che introdurre "10 ore" nei piani di studio serva ad acquisire tecniche "umane"!D'altra parte, che queste siano megabanalità in linguaggio politichese spiccio, non c'è bisogno di evidenziarlo.. come anche giustamente Enzo sottolineava, è bastato vedere la "reazione" degli "illustri" - imbarazzo, per lo più, o giudicante del Dr. Pedicini - alla dichiarazione "umana" di Del Rio sul suo fardello di dolore.
Insomma ben vengano occasioni di "ascolto" come queste.. e diamo più voce ai problemi di quotidiana sofferenza, perchè alla fine abbiamo scelto di lavorare in un'organizzazione la cui mission è proprio farsi carico di questo.

Cara Rossana dopo turni in

Cara Rossana
dopo turni in pronta disponibilità, guardie in reperibilità, problemi
di salute o spicci, ma fastidiosi, contrattempi del quotidiano, con
una suocera, un cane e due gatti a carico (ben quattro animali!)
stamattina alle 6.30 ho detto: "...altri 5 minuti..."
Mi sono svegliato alle 11.15
Questo sproloquio per dirti che l'unica cosa gradevole (tra l'altro
piove!) è il tuo commento per la giornata del 2 marzo che mi da spunti
per altre centomila riflessioni che, mi permetto di inviarti
privatamente e che, se mi riuscirà di farmi capire in maniera
allargata (cosa rara), vorrei inviare in Blog (guarda caso la Napoli
popolana che io ho anche la (buona)ventura di ascoltare dice: ...tutt'
'o blocc'... come dire, nell'assieme, tutto sommato).
Fin dal 1799 Napoli è permeata dall'intervento cosiddetto politico per
ogni azione civile o incivile che sia (vedi il cardinale Ruffo coi
lazzari). Negli anni '50 ci diceva Ermanno Rea Napoli era la
depositaria dell'ortodossia marxistica e qui venivano inviati i
compagni devianti per essere chiariti. Tale che oggi non si compra un
kg di pane se non ci si rivolge a un partito quale che sia. Tuttavia
devo dire che troppo fastidioso non è stato l'intervento dei
professionisti prestati alla politica o installati dalla politica nel
corso del dibattito a cui fai riferimento: tale che vi abbiamo
riscontrato anche parti emotive (incredibile!). Questi alle giuste
richieste dei tecnici o della cittadinanza civile dovranno pur
rispondere con una prassi: ecco spiegate le 10 ore nel piano di studio
laddove il cambiamento della società pare non più essere compito delle
organizzazioni politiche. Forse ognuno riesce a cambiare un po' se
stesso (...cambio poco, cambio molto lentamente diceva Giorgio Gaber
in "Polli d'allevamento" mi pare) se anche l'economia va bene e il
costo della vita è accettabile, ma ciò non attiene molto alla politica
bensì all'economia.
In ogni caso interazioni tra dolore, emozioni, sentimenti, affetti e
politica, quando si realizza, come il 2 marzo, ha del miracoloso e non
solo a Napoli.
Che ne pensi? Risentiamoci.
Un forte abbraccio
Enzo Spatuzzi

Caro Enzo, mi fa piacere che

Caro Enzo,
mi fa piacere che le mie considerazioni t'abbiano offerto spunti di riflessione. A parte la separazione tra politica e agire quotidiano, che a dispetto di Gramsci se la vogliamo dire tutta, non dovrebbe esistere ma tant'è... oggi fare politica è un lavoro - e certo non tra i più nobili oggi - non più un impegno e un'ideologia, cosicchè a parte le ciance che ci raccontano e vogliamo anche sentirci raccontare, credo che quando ci riferisce al mestiere di operatore "sociale" - sia esso medico, infermiere, sociologo, biologo o altro - e consentimi di attribuirgli questo aggettivo nel senso che lavora con e per altri - noi ci riferiamo ad una cultura dell'"Essere" oltre che del "Fare" o "Sapere". e qui mi collego anche al buon Fabrizio ( si ero io quella che ha "diviso" con te la sedia e anche quella che è stata "zittita" dall'omaccione accanto...) quando sostengo che mi sembra stupido inserire "solo" 10 ore in un piano di studio ben più complesso quale quello di medicina, per "insegnare" (?) le tecniche di relazione e di comunicazione... 10 ore son ben poca cosa, Fabrizio! Non solo sono "poco" ma anche "nulla" se posizionate come corsetto all'interno di un altro corso, a sua volta all'interno di un percorso che magari potrebbe a sua volta essere all'interno di un indirizzo, etc etc, insomma ridicolo! Sappiamo tutti che saper Essere è il risultato di un lavoro su di se, fatto sia di teoria ma anche di pratica e prassi quotidiane e continuative in un arco temporale che non ha nè inizio nè fine. Sappiamo anche che la costruzione del proprio agire professionale non può prescindere dal confronto con gli altri.. In altri termini, se si vogliono far emergere potenzialità "umane" bisogna coltivare organizzazioni umane, in cui chiunque possa entrarci a lavorare senza necessariamente dover prima cercare "padrini", in cui chi vuole fare il proprio lavoro non venga ostacolato, in cui chi merita fa carriera, in cui chi sta male non debba raccomandarsi all'amico o al parente di per non incorrere nell'inaffidabile di turno etc etc.Insomma "Essere" è un processo di costruzione serio e non può essere banalizzato introducendo 10 ore solamente! Spero di aver con questo chiarito le idee al buon Fabrizio che incontrerò sabato prossimo da Eva Luna... aspetto repliche
rossana

caro Enzo, grazie per le

caro Enzo,
grazie per le parole con cui hai commentato e presentato l'incontro del 2 al Cotugno.
Dovrei contenermi nei commenti, ma proprio non ci riesco: credo che abbiamo creato un'occasione straordinaria e (spero profondamente) non irripetibile. Il valore delle "persone" che sono intervenute è assoluto e anche la tavola rotonda ha funzionato perchè ha messo in luce "la realtà". Per questo un ringraziamento anche al preside Persico che l'ha detta senza mezzi termini: "infondo la gente ci chiede di guarirle non ci chiede umanizzazione" (o umanità, ndr) (spero di citare correttamente). C'è da dire, però, che non ha risposto a Sartori che gli chiedeva: "e a quelli che non guariamo cosa rispondiamo?" Nel "fuori onda" a me ha aggiunto: "Noi chirurghi (e persico eè un chirurgo - ndr) non curiamo più nessuno, semmai gli ambiamo la malattia!". Bella domanada.
Che altro dire? durante il convegno non sono voluto intervenire: una pennellata in più e avrei rovinato il quadro (di altri).
una cosa però voglio segnalarla. In un accesso di megalomania abbiamo pensato di mettere un maxi schermo nell'atrio dei marcatempo dove la gente (spesso i dipendenti) si mettono a ciacolare (inciuciare). sembrava un investimento sbagliato visto che pochi si sono seduti a guardare. E invece è servito a raggiungere i "passanti". Un problema ora, però, c'è ed è tutto mio. Prima le mie giornate erano segnate da un tizio, tal Fabrizio Capuano, sedicente ed auto proclamatosi presidente di un'associazione portatrice (in)sana di libri, che presentandosi alle 8,30 nella mia stanza dicendo "me ne devo andare", se ne andava non prima delle 16,00. Ora mi fermano infermiere piangenti, amministrativi "folgorati" sulla strada dei camaldoli che hanno in visione Melazzini che parla con Madre Teresa e Bonadonna benedicente che dice "lasciate che i presidi vengano a me".
Vi prego fate qualcosa. Qualcuno mi aiuti!!! Ridatemi Capuano!!!!!!

Carissimo Peppino quel che

Carissimo Peppino
quel che "ho dovuto" dire circa l'incontro del 2 marzo al Cotugno è davvero poco in confronto a quanto il convegno stesso è riuscito a dare a tutti noi.
Sper con te che non sia irripetibile per quanto la vita, grazie a Dio, è anche costellata di momenti magici e (stavolta grazie a te) siamo riusciti a vivere. Non è da ieri che hai il senso del limite e la metafora del quadro potenzialmente rovinata da una pennellata fuori posto connota adeguatamente la tua sensibilità. Vedo che come me sei attratto dalle cose non immediatamente valutabili e la scelta di porre uno schermo nel posto "degli inciuci" oggi puoi dire esser stata estremamente vincente sotto l'aspetto della strategia comunicativa (che è uno dei pezzi forte del tuo bagaglio formativo, culturale ed esperienziale). Semplicemente, nel mio stile, mi ha fatto pensare alla cucina come il posto in una casa in cui passano le informazioni, i pettegolezzi, ma anche le emozioni; cosa questa che difficilmente può avvenire nel salotto buono. Il risultato è che un evento di strordinaria pregnanza culturale ed umana è in questo modo divenuto...di massa. La massa dei fruitori ospedalieri, ma anche oblatori generosamente nell'erogare assistenza e parti sentimentali di sè. Davvero bravo!
Simpatico il riferimento alla "realtà" del dibattito tra personaggi di potere e di rilievo culturale: tutta via ti sei accorto che non solo non hanno disturbato, non hanno fatto calare l'attenzione e di umanità ne hanno riversato a piene mani e proprio il ruvido, ma hot hot hot, prof.Persico.
Per quanto riguarda il "grave problema" o, meglio, il "guaio che hai passato" con Fabrizio Capuano, anche se non sarà un utente del territorio di Fuorigrotta e Bagnoli, "lascia che il bambino venga a me" parafraserò dal Vangelo, visto che dalla mia ci ho sempre il T.S.O.
Un abbraccio forte a te ed ai colleghi che conosco, ma anche a quelli sconosciuti.

ENZO SPATUZZI

enzo mi permetta di

enzo mi permetta di chiamarla cosi.sono rimasto molto colpito,dal tuo modo di esercitare la tua professione; 1000 di medici come te, magari!e si darebbe una migliore qualita' della vita a molti ammalati.Io sono uno tra questi.auguri.

Gentile Corrado innanzitutto

Gentile Corrado
innanzitutto ti ringrazio per il bel commento e per le belle parole, ma, anche le mie, sono solo parole e non è vero che "le parole sono pietre" come ha detto Primo Levi. Le valutazioni le riserverei alle operazioni, agli agiti, ai fatti. Anche se le parole per me sono il nutrimento dell'anima, il carburante giusto da mettere per avviare motori spenti da troppo tempo.
Forse a parlare siamo tutti buoni: mi aspetto alla verifica, alla prova dei fatti.
Ti auguro ogni bene e ancora grazie.
Enzo Spatuzzi

Carissimo Enzo, sono

Carissimo Enzo,
sono Fabrizio e raccolgo subito il tuo invito a rispondere alle tue domande.
Come prologo, lasciami dire, finalmente è finita!!!!!!!!!!
E' stato molto impegnativo seguire la genesi e la gestazione della "creatura"....
però poi siamo stati ripagati non solo e non tanto per la grande partecipazione di pubblico, ma i think, per il carico di emozioni ricevute...prodotte...scambiate in questa interminabile due giorni.
Adesso, fatti 5 giorni di relax (ossia per me, di lavoro.........a peppino, alberto e nello.....nne' voglio vere' cchiuu!!!!), ci tocca di realizzare una strategia promozionale opportuna affinchè tutto questo "lavoro" produca risultati concreti...
La nostra idea ed i nostri programmi di "umanizzazione" devono uscire dal cotugno, altrimenti come diceva Alberto giovedì, avremo solo ritinteggiato le pareti di qualche reparto.
Vengo ora ai quesiti che ponevi:
sulla base della mia esperienza professionale indiretta (io bazzico coi medici ospedalieri da mattina a sera visto che lavoro, come dice il mio omonimo psichiatra, per Big Pharma...ma senza stock-option)e delle mie impressioni a "caldo, derivate dalla casualissima visone del programma "Nemesi Medica" e dalla lettura interessata (sono pur sempre impegnato pro-umanizzazione!!!)del libro "Dall'altra parte", ritengo che Gianni Bonadonna sia molto cambiato dopo l'ictus e che si sia "umanizzato".
Oggi il professore è il Paladino più illustre e più rappresentativo di chi lotta per l'umanizzazione....
Io dico:<>
Come diceva Riotta da Fazio alcune settimane fa, cerchiamo quando incontriamo qualcuno di chiedergli dove sta andando, anzicchè dietrologicamente interessarci solo a da dove viene (lo so non è facile...........a me infatti non riesce tanto spesso.........però mi esercito).
Sartori ha fatto "outing" da solo.
Ci ha detto candidamente che essendo chirurgo, la sua "frequentazione" con i pazienti era di breve durata e che il suo intervento, sempre clinicamente riuscito.
Anche io gli avrei voluto chiedere se tra il prima della malattia ed il dopo, si sentiva cambiato.......cioè se adesso, pur non competendogli e forse nemmeno richiesto dai suoi pazienti, si "cura" di loro così come avrebbe voluto essere "curato" lui.
Melazzini mi ha dato invece la sensazione, rafforzata da un breve scambio di mail prima del suo arrivo a Napoli e dalle 4 chiacchiere consumate ieri al primo break, che sia oggi, ma sia stato sempre, una persona molto attenta ai bisogni extra-farmacologici dei frequentatori del suo Day-Hospital.
Ultimo, non a caso, Sandro Bartoccioni e sua moglie, Zaira Margiacchi;
penso che non si debba dire nulla........se non che ...........quando gironzolo a cercare di regalare le PO(STAZIONI) per rafforzare alcuni concetti........per incanto dalla mia bocca escono le Sue parole.
Ultimo...ultimissimo..........la tavola rotonda dei vertici istituzionali della ns regione.
Devo confessare che a caldo, li avrei passati nella "salamoia" di Roger Rabbit.........tout court...
A freddo, ripensandoci.......nessuno può negare che ognuno di loro abbia detto cose sacrosante e totalmente condivisibili......
Ma forse, storditi dal traffico, dal caos, dai fumi, dal chiasso dei loro concittadini.......sono scesi alla fermata d'autobus sbagliata.......
e si sono infilati in "Sulla Propria Pelle", quando invece erano diretti a:
"Una nuova dimensione del Pentagramma:
la chiave di violino da domani la scriveremo a destra!!!"
Fabrizio

Ottima la tua visione del

Ottima la tua visione del convegno del 2 marzo che, a quanto pare, ti ha molto stancato e...vuoi mettere. Ma uno si stanca quando s'impegna e le cose non sono nemmeno coronate da successo. In quel caso invece....
Sono sempre attratto dai particolari e se la passerella dei politici fosse servita almeno per far sì che ad esempio Del Rio sia sia sentito in una condizione tale da potersi permettere di confessare pubblicamente il suo quarantennale dolore nell'assistere il figliolo, già il convegno avrebbe avuto un successo che ha del miracoloso.
Ognuno fa nella vita quel che si sente chiamato a fare: tu a fare il compagno di viaggio, taluno a gestire il potere, altri come me a lottare coattivamente nella periferia (quest'ultima non è mia, ma l'ho mutuata da P.P. Pasolini).
Sei stato gentilissimo a mandare un commento così profondo nei contenuti e al tempo stesso "leggero" nella forma.
Alle prossime cose da fare assieme.
Un abbraccio.
Enzo Spatuzzi

Sono sempre io..........il

Sono sempre io..........il sistema mi ha tagliato un pezzo...era questo e riguardava il professor Bonadonna io dico:
è un'occasione unica.......non lasciamocela sfuggire.........facciamo questa battaglia al suo fianco!!!.......
bye bye.

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